mercoledì 21 dicembre 2011


Prospetto informativo sulla questione del debito pubblico, sul signoraggio bancario e sulla sovranità monetaria: conseguenze possibili di una rivoluzione annunciata
A cura del “Centro studi” di Forza Nuova Napoli.

E’ importante che l’italiano conosca le dinamiche monetarie che lo rendono schiavo per poter anche solo pensare di potersi un giorno liberare dall’enorme giogo del debito e del Signoraggio Bancario. E’ importante che l’italiano comprenda di essere schiavo.
L’Italia, la nostra Patria, non ha il diritto di emettere moneta.
L’Euro, infatti, appartiene e viene emesso dalla BCE che è un istituto di credito privato.        
Sulle banconote è infatti scritto BCE.
Se l’Italia ha bisogno di denaro deve chiederlo in prestito alla BCE tramite la Banca D’Italia.
Sappiate che, dal 10 agosto 1893, dopo innumerevoli pressioni, l'elenco dei soci di Bankitalia S.p.A. è stato reso disponibile solo il 20 settembre 2005.
Essi sono:
GRUPPO INTESA 27,2 %
- GRUPPO SAN PAOLO 17,23 %
- GRUPPO CAPITALIA 11,15 %
- GRUPPO UNICREDITO 10,97 %
- ASSICURAZIONI GENERALI 6,33 %
- INPS 5,0 %
- BANCA CARIGE 3,96 %
- BNL 2,83 %
- MONTE DEI PASCHI DI SIENA 2,50 %
- CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE 1,85 %
- RAS 1,33 %
- GRUPPO LA FONDIARIA 2,0 %
- GRUPPO PREMAFIN 2,0 %
Non è stato ancora specificato, non si sa perché, chi possiede il rimanente 5,83%

Apprendiamo, così, che i possessori della Banca d’Italia sono altri istituti di credito e gruppi finanziari, mentre la stessa BCE è detenuta anch’essa da banche private e da altri istituti di credito.

DUNQUE, SONO SOGGETTI PRIVATI, NON PUBBLICISTICI
Alla Banca, ogni singolo “pezzo” costa 30 centesimi, ma viene venduto alle nazioni addirittura ad un importo superiore al suo valore nominale; esempio: una banconota da 100 €
A LORO COSTA 30 CENTESIMI
A NOI 103 EURO
valore nominale 100 € + interesse del 3% - 30 centesimi = guadagno per la Banca di 102,70 €

Peraltro, attraverso un artifizio fiscale, vale a dire, riprendendo l’esempio dei 100 euro, addebitando il momento della dazione allo Stato come “uscita”, ed il momento della restituzione come “entrata”, il saldo per la Banca è uguale a zero, il che significa che tutto quanto viene incassato, centinaia di milioni di euro, E’ PRATICAMENTE A NERO, POICHE’ NON SI PAGANO TASSE!

QUESTO E’ IL SIGNORAGGIO BANCARIO

Quando l’Italia ha bisogno di denaro deve chiederlo alla Banca d’Italia e, a garanzia del pagamento di questo deve emettere un titolo di credito, i titoli di Stato, BOT , BTP, formando così il “famoso” DEBITO PUBBLICO, di cui sentiamo tanto parlare, costituito all’80% circa da quanto lo Stato italiano deve alle Banche per aver da queste  ricevuto, semplicemente
CARTA
le  banche  ci  danno carta chiedendo in cambio sangue e sacrifici, nostri  e  dei  nostri  figli
Infatti, alla scadenza del debito, l’Italia deve pagare, e per farlo ci chiede dei soldi, imponendo nuove tasse, legiferando condoni e pertanto legittimando le illegalità, nonché dismettendo beni di proprietà dello Stato, e quindi impoverendo sempre di più i cittadini italiani!
Cosa fare per venirne fuori: Forza Nuova, propone, da sempre, in linea con gli autorevoli studi condotti in materia, due soluzioni:

1)                Disconoscere il debito pubblico rifiutandosi di pagarlo;
2)                Riappropriarsi della sovranità monetaria.


E’ importante però, per una corretta comprensione della questione, fare delle precisazioni.

Quando Forza Nuova parla di rifiuto di pagare il debito pubblico alle Banche, di ripristino della sovranità monetaria mediante l’emissione nazionale della moneta, l’opinione pubblica prova disagio rispetto a quelle che potrebbero essere le conseguenze.
La gente si chiede: che ne sarà del mutuo che ho richiesto alla mia Banca mesi fa? Ora mi sarà concesso? Potrò beneficiare di quel finanziamento che aspetto da tempo?
In realtà, queste paure sono infondate.
Ipotizziamo che l’Italia esca dall’Euro ed emetta da sè la propria moneta: cosa succederebbe?

Il primo passo sarebbe rastrellare tutti gli euro cash e quelli sui conti personali e pubblici del paese tramite una Banca Nazionale, cosicché ai cittadini possa essere rimesso l’equivalente in moneta nazionale: esempio, i cittadini restituiscono gli euro ed in cambio ricevono il controvalore in lire
Quanto varrebbe la moneta nazionale?
Il valore che il mercato gli attribuirebbe sarebbe pari alla ricchezza della Nazione.
Quanto vale la nostra nazione?
L’Italia è un paese ricco di risorse.
Ha riserva aurea, ha un patrimonio architettonico ed artistico gigantesco, il primo al mondo; ha industrie e compagnie statali importantissime come le poste, le ferrovie, L’Eni; ha un patrimonio industriale notevole, ed inoltre terra, coste, mare, una produzione agricola di assoluta qualità; ha beni inalienabili, indistruttibili: il mare, le coste, le foreste, gli armenti, i monti i bacini idrici, ha milioni di cittadini abili al lavoro e produttivi, pregevoli compagnie famose in tutto il mondo, centri del sapere illustrissimi.
L’Italia è benedetta da Dio, è ricchissima.
Se l’Italia è il settimo paese più ricco del pianeta la nostra moneta sarebbe circa la settima in una graduatoria di valute importanti, senza temere la concorrenza degli altri paesi inglobati nell’Euro, indebitati come, quanto e più di noi, senza però le nostre ricchezze. Quindi …
non dovremmo temere nulla da questo agglomerato patetico di
 paesi-fantocci asserviti alla finanza mondiale.

Cosa succederebbe al debito pubblico?

Diciamo subito che la Nazione lo disconoscerebbe in parte, spiegheremo poi cosa intendiamo per  disconoscere “in parte”.

Il debito pubblico, infatti, consta di tre principali porzioni.

Nazione contro cittadini (gli investimenti privati degli italiani che hanno acquistato titoli di stato):
Questo rimarrebbe invariato, la Nazione manterrebbe il suo impegno presso i cittadini, restituendo agli stessi l’equivalente in moneta nazionale.

Nazione contro stati esteri:
Anche questo debito rimarrebbe invariato, poiché ne va dell’onore e della credibilità del nostro popolo, verrebbe cioè pagato nella rispettiva valuta in cui fu contratto al cambio con la moneta nazionale.

Nazione contro Banca d’Italia e BCE.
Questa è la porzione più grande del debito, circa l’80% del totale, quello che grava sulla nostra economia, sul nostro popolo, sui nostri figli e nipoti.
Esso è contratto contro gli istituti privati, Banca D’Italia specialmente.
Come spiegato in precedenza la Banca ci ha prestato i nostri stessi beni, il nostro lavoro presente e futuro.

La nazione restituirebbe gli euro rastrellati, questi estinguerebbero in parte il debito
Dunque, una parte andrebbe restituita riconsegnando gli euro in circolazione;

Il debito rimanente sarà costituito maggiormente di interessi, che la Nazione disconoscerà, poiché usurario.

Il resto del debito meno gli interessi verrà negoziato riconoscendo alla banca ciò che è giusto, non un soldo in più. Dunque come accettò promessa in passato mediante l’emissione di titoli del debito pubblico dei accetterà promessa nel presente, con la prospettiva stavolta di estinguere il debito per sempre e senza interessi di sorta avendone già sorbiti per decenni.

Cosa succede ai conti correnti ed al sistema creditizio?

Un conto è il debito della Nazione verso gli istituti di credito ed un conto sono i singoli debiti o crediti che i cittadini hanno verso le banche.

Le banche che ci sono ora in Italia, rimarrebbero: il prestar denaro è un mestiere come un altro e se certamente gli istituti di credito europei dovessero uscire danneggiati dalla nostra sortita dall’euro, non avrebbero convenienza a cessare il loro rapporto creditizio coi clienti, poiché miriadi di altri gruppi finanziari internazionali avrebbero interesse a sostituirli nel vecchio continente ove essi oggi sono egemoni (pensate, ad es. alle ricchissime banche arabe, che di certo subentrerebbero ai vecchi istituti di credito)

Quindi, coloro che hanno depositato del denaro presso gli istituti di credito vedranno questo denaro convertito in moneta Nazionale, cioè, avranno titoli emessi dalla Nazione e dalla Nazione garantiti, mentre prima avevano titoli garantiti dalla Nazione ma di proprietà della BCE, garanti erano prima e garanti sono adesso ma di se stessi e per se stessi, col vantaggio che mentre i privati delle banche possono accordarsi per frodare e dileguarsi facendo incetta dei nostri beni, la Nazione non scappa e non si dilegua.
Per cui, coloro che, invece, avevano un debito con un istituto di credito o un mutuo o uno scoperto continueranno ad essere debitori presso l’istituto in questione, cambierà soltanto l’unità monetaria di riferimento.

Per quanto concerne il commercio e gli scambi tutto andrebbe a favore della Nazione, perché mentre oggi l’Italia nel sistema UE è costretta da vincoli dannosi a seguire una politica economica dettata da un organismo alieno con una testa franco-tedesca a lei sfavorevole, da sola, come avveniva prima, riacquisterebbe la sua giusta posizione nel mercato. Vale a dire che la moneta nazionale  più debole di quella dei paesi a noi superiori per forza economica renderebbe vantaggiosa per gli investitori di questi ricchi paesi l’acquisto delle nostre merci come il soggiorno turistico nel nostro paese, al contrario, nei riguardi delle economie più deboli e spesso esportatrici di materie prime e fonti d’energia a noi necessarie, manterrebbe il suo vantaggio valutario.

Altri vantaggi, poco sottolineati dalla miriade di politici e opinion leader prezzolati in pessima fede, sarebbe rappresentato dallo svincolo delle quote di produzione europee, permettendoci di riacquistare quella forza di produzione di prodotti alimentari che era la forza del nostro paese, recentemente e disastrosamente sacrificata all’altare franco-tedesco.
Tutti i paesi del mediterraneo, per esempio, troverebbero vantaggioso comperare in Italia al cambio di una moneta Nazionale adeguata alla nostra reale capacità e l’Italia, dal cuore mediterraneo, riporterebbe le sue esportazioni ai fasti del passato.
Qualcuno obietterà che il petrolio con una moneta Nazionale più debole verrebbe a costarci di più, eppure il nostro prezzo della benzina è fra i più alti del mondo già adesso. L’ENI è un gigante nel mercato degli idrocarburi, e possiede riserve e giacimenti ingentissimi, la BCE mira a farci svendere l’ENI, allora sì che pagheremo il petrolio ancor più caro. Un Italia libera ci renderebbe liberi acquirenti, e ci permetterebbe di portare a frutto la nostra tradizionale amicizia coni paesi produttori di idrocarburi dell’Asia minore e dell’Africa. Oggi tutto ciò che facciamo in questi paesi è uccidere ed essere uccisi, dilapidando il prezioso tesoro delle relazioni amichevoli seminato nel tempo. Per compiacere chi?

Nessuno può dirsi libero se nasce e muore obbligato e nullatenente, così come ci rende il signoraggio bancario.

Durante la Prima Guerra Mondiale per riconquistare , “ redimere”, come si diceva allora, piccole parti del territorio italiano, la Nazione si produsse in un enorme sforzo bellico in cui perirono più di 700.000 patrioti, 700.000 eroi; a prezzo del sangue di questi tutti gli italiani poterono finalmente ricongiungersi in un unico abbraccio sotto un’unica bandiera. Il sacrificio del fiore del paese.

Quale ingratitudine la nostra verso tanto sacrificio.

Ebbene, Forza Nuova, sdegnosamente prende le distanze da quest’Italia vigliacca e serva e si pone come umile ma generosa camerata per tutti quei cittadini che vogliono entrare fra le fila di quegli italiani che vogliono riconquistare libertà e sovranità perdute e soprattutto tramandarle ai propri figli e nipoti.
Non è pensabile che la preziosa umanità perita per una grande Italia in un’ Europa dei popoli giaccia  tutta estinta: a noi giunge il loro appello, il vincolo del loro sacrificio, l’anelito del loro amore ed il grido del loro onore.
Non ci aspettiamo di riconquistare la sovranità monetaria e la libertà nostra e delle future generazioni senza sacrificio,  ma siamo consapevoli che nessun sacrificio speso per riacquistare la libertà e l’onore sarà amaro ed insopportabile come quello che  il potere utilitaristico dominante ci impone e vuole estendere alle generazioni future.

Unisciti a Forza Nuova, rimetti in moto la storia!


Centro Studi
Forza Nuova Napoli

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